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Cassazione Penale – Sez. V – Sentenza n. 13072/2017: il bilancio mendace non può integrare la condotta di bancarotta fraudolenta documentale

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La condotta del reato di bancarotta fraudolenta documentale non può avere ad oggetto il bilancio mendace poiché secondo la Suprema Corte di Cassazione non si tratterebbe né di un “libro” né di una “scrittura contabile” così come invece postulato espressamente dall’art. 216, I comma n. 2 della legge fallimentare.

In effetti, nel caso de quo l’imputato era stato condannato sia dal Giudice di primo grado che dalla Corte d’Appello per bancarotta fraudolenta documentale poiché, quale amministratore unico di una società fallita, aveva reso impossibile la ricostruzione del patrimonio societario attraverso la redazione di un bilancio d’esercizio falso.

La Suprema Corte era poi stata investita della questione dal ricorso dell’imputato che invocava la nullità della sentenza di secondo grado per vizio di motivazione in merito alla richiesta che era stata avanzata ai giudicanti di riqualificare il fatto contestato come falso in bilancio e non bancarotta fraudolenta documentale e di dimostrare, di conseguenza, che quanto posto in essere dal reo fosse stato determinante per il fallimento della società.

Gli Ermellini, accogliendo il ricorso sopra citato, il 6 marzo 2017 con la pronuncia n. 13072 hanno annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte di Appello.

Secondo la Cassazione, infatti, “il reato di bancarotta fraudolenta documentale di cui all’art. 216 L.F. non può avere ad oggetto il bilancio, non rientrando quest’ultimo nella nozione di <libri> e <scritture contabili> prevista dalla norma di cui all’art. 216, comma 1°, n. 2. L.F., posto che l’art. 2214 c.c. – che è la norma che dà contenuto all’art. 216 L.F.- menziona, al comma 1°, tra i libri obbligatori, quello giornale e quello degli inventari, mentre, al comma 2°, le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa, da tenere in modo ordinato assieme alle lettere, alle fatture e ai telegrammi sia spediti che ricevuti. Non menziona invece il bilancio che non può certo essere fatto rientrare tra queste ultime, di natura eventuale e condizionata a differenza del bilancio. Il bilancio serve a rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria della società oltre al risultato economico, sicché è da escludere che rientri nel novero rilevante per la L. Fall., art. 216.”.

Cassazione Penale – V Sez. – Sentenza n. 49789 del 10 dicembre 2013 – Reati societari e Reati fallimentari: può sussistere concorso di reati tra il delitto di omesso deposito dei bilanci e delle scritture contabili della società e la bancarotta documentale

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La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza 49789/2013, ha rigettato il ricorso presentato degli amministratori di fatto e di diritto di una società in accomandita semplice dichiarata fallita.

Gli Ermellini hanno chiarito che l’obbligo di deposito delle scritture contabili vada considerato inesigibile ogni qualvolta la bancarotta documentale, semplice o patrimoniale, si concretizzi nella omessa tenuta, nella distruzione o nella sottrazione delle scritture contabili.

Invece, nel caso in cui i libri dell’azienda siano stati tenuti in maniera irregolare o incompleta, la Corte ha stabilito che il mancato deposito delle scritture contabili può concorrere con i reato di bancarotta documentale.

Infatti, “il reato di inosservanza dell’obbligo di deposito delle scritture contabili previsto dagli articoli 220 e 16 n. 3, R.D. 16 marzo 1942 n. 267, concorre con quelli di bancarotta semplice documentale, di cui all’art. 217, co, 2, I. fall., e di bancarotta fraudolenta documentale, di cui all’art. 216, co. 1, n. 2), I. fall., tutte le volte in cui la condotta di bancarotta non consista nella sottrazione, nella distruzione ovvero nella mancata tenuta delle scritture contabili, ma nella tenuta irregolare o incompleta delle stesse ovvero in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari”.

sentenza

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http://www.giurisprudenzapenale.com/puo-sussistere-concorso-tra-il-delitto-di-omesso-deposito-delle-scritture-contabili-e-la-bancarotta-documentale/