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Studio Legale Silvestri | cassazione penale

Cassazione Penale – Sez. III – Sentenza n. 13628/2020: concordato preventivo e pendenze tributarie nell’ottica della rilevanza della scriminante ex art. 51 c.p.

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La mera presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, anche con riserva, non impedisce il pagamento dei debiti tributari che vengano a scadere successivamente alla sua presentazione. Per tale ragione, secondo la Suprema Corte,  la mera presentazione della domanda non assume rilevanza, né sul piano dell’elemento soggettivo, né su quello della esigibilità della condotta, salvo che, in data antecedente alla scadenza del debito, sia intervenuto un provvedimento del tribunale che abbia vietato il pagamento di crediti anteriori, essendo configurabile la scriminante dell’adempimento di un dovere imposto da un ordine legittimo dell’autorità di cui all’art. 51 c.p., derivante da norme poste a tutela di interessi aventi anche rilievo pubblicistico, equivalenti a quelli di carattere tributario.

Cassazione Penale – Sez. V – Sentenza n. 28130/2020: sulla nozione di “fornitura” nei reati di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e di frode nelle pubbliche forniture

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Con il D. Lgs. n. 75/2020 di “Attuazione della direttiva (UE) 2017/1371, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale”, è stato inserito tra i reati presupposto del D. Lgs. 231/2001 il reato di frode nelle pubbliche forniture punito dall’art. 356 c.p.

Con la sentenza n. 28130 dell’8 ottobre 2020, la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito al contenuto di tale delitto, affermando che «devono intendersi per “forniture” sia le cose che le opere e, quindi, anche il facere costituito dalle prestazioni di materiali e attività tecniche e lavorative di una impresa che assicurano il soddisfacimento delle finalità sottese al suddetto servizio, categoria in cui rientra la fornitura di prestazioni lavorative, anche con contratto di lavoro interinale».

È stato chiarito che ai fini della configurabilità del reato di frode nelle pubbliche forniture, l’inadempimento rilevante è quello “che sia effetto di malafede contrattuale, comprendente <…> anche gli inadempimenti concernenti cose o opere necessarie a uno stabilimento pubblico o a un pubblico servizio” .  Inoltre, è sufficiente “il dolo generico, costituito dalla consapevolezza di consegnare cose in tutto o inparte difformi (per origine, provenienza, qualità o quantità) in modo significativo dalle caratetristiche convenute, o disposte con legge o con atto amministrativo, non è necessario che vi sia stata un adazione di aliud pro alio in senso civilistico purchè la difformità sia apprezzabilmente soignificativa: la nozione di frode si riferisce a ogni condotta che, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, viola il proncipio di buona fede e lealtà nell’esecuzione  del contratto“.

Cass.Pen., sentenza 28138 del 2020

10 Settembre 2019, Roma – Suprema Corte di Cassazione, Convegno in tema di “Responsabilità Penale delle Società ex D.L. 231/2001”. Approfondimento dell’Avv. Serena Silvestri sull’Organismo di Vigilanza

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Lo Studio Legale Silvestri segnala un interessante Convegno tenutosi presso la Suprema Corte di Cassazione organizzato dal “Tavolo tecnico 231” della Commissione di Diritto Penale dell’Ordine degli Avvocati di Roma di cui fa parte l’Avv. Serena Silvestri.

L’evento, che ha avuto una rilevante partecipazione, ha approfondito le più recenti problematiche operative del D.Lgs. n. 231/2001.

I lavori aperti e magistralmente moderati dall’Avv. Irma Conti, Consigliera presso l’Ordine degli Avvocati di Roma, hanno visto susseguirsi gli interventi di professionisti specializzati nel settore: gli avvocati membri della Commissione Penale Serena Silvestri, Valeria Raimondi, Marco Lepore, Cristina Dello Siesto, il Dott. Ciro Santoriello, P.M. presso la Procura della Repubblica di Torino, il Dott. Valerio de Gioia, Giudice presso il Tribunale di Roma, il Dott. Stefano Pesci e la Dott.ssa Giulia Guccione, entrambi P.M. presso la Procura della Repubblica di Roma, il Prof Massiliano Masucci, Associato presso l’Università Roma Tre,  gli avvocati Irene Coppola, Anna D’Alessandro e Alessandro Perrotta.

L’Avv. Serena Silvestri, name partner dello Studio Legale Silvestri e membro di numerosi O.d.V., è intervenuta con una relazione in materia di Organismo di Vigilanza, concentrandosi in particolare sulle possibili interazioni e sovrapposizioni con gli altri organismi di controllo aziendali tra opportunità societarie e limiti normativi.

A breve saranno pubblicate le relazioni dei vari interventi.

A seguire il Link per visionare l’evento.

#InDiretta "Responsabilità Penale delle Società D.L.231/2001" – Roma, Martedì 10 Settembre 2019Intervengono:-Avv. Irma Conti , Consigliere Ordine Avvocati Roma, Resp. Comm. Diritto Penale-Dott. Ciro Santoriello, Pubblico Ministero presso Procura della Repubblica di Torino-Dott. Valerio De Gioia, Giudice presso il Tribunale Penale di Roma-Dott. Stefano Pesci, Pubblico Ministero presso il Tribunale Penale di Roma-Dott.ssa Giulia Guccione, Pubblico Ministero presso il Tribunale Penale di Roma-Prof. Massimiliano Masucci, Associato Università Roma Tre-Avv. Irene Coppola, Foro di Roma-Avv. Valeria Raimondo, Componente Commissione Diritto Penale-Avv. Marco Lepore, Componente Commissione Diritto Penale-Avv. Cristina Dello Siesto, Componente Commissione Diritto Penale-Avv. Serena Silvestri, Componente Commissione Diritto Penale-Avv. Anna D'Alessandro, Foro di Roma-Avv. Alessandro Parrotta, Foro di Torino

Pubblicato da Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma su Martedì 10 settembre 2019

 

 

 

 

 

Cassazione Penale – Sez. V – Sentenza n. 1822/2018: sms, messaggistica WhatsApp, conversazioni in chat, e-mail possono avere valenza di prova documentale se già presenti nella memoria del supporto elettronico

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La V Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 1822 del 16 Gennaio 2018, si è pronunciata in merito alla natura giuridica dei più moderni strumenti di comunicazione nonché sul corretto regime da seguire in caso di sequestro.

Nel caso di specie, era stata impugnata dinnanzi alla Corte un’Ordinanza con la quale il Tribunale di Imperia, in veste di giudice del riesame, aveva provveduto a confermare il decreto di sequestro probatorio disposto da un P.M. nell’ambito di un’investigazione in tema di reati fallimentari e avente ad oggetto sia e-mail che sms e messaggi WhatsApp, rinvenuti sullo smartphone del soggetto indagato.

Il ricorrente lamentava il mancato rispetto, in relazione all’acquisizione delle e-mail e della messaggistica, della disciplina prevista in tema di corrispondenza nonché di intercettazioni telefoniche. Inoltre, a dire della difesa, l’acquisizione non era comunque avvenuta in modo proporzionale e adeguato, essendosi proceduto, tramite duplicazione di copia forense, alla integrale acquisizione di tutti i dati archiviati ed anche delle comunicazioni intercorse tra assistito e difensore.

Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso statuendo che i dati informatici acquisiti e conservati, nel caso de quo, nella memoria di un telefono cellulare – vadano considerati a tutti gli effetti documenti ex art. 234 c.p.p., ragion per cui, la loro eventuale acquisizione non sarebbe soggetta né alle regole stabilite per la corrispondenza – “la cui nozione implica un’attività di spedizione in corso o comunque avviata dal mittente mediante consegna a terzi per il recapito (Sez. 3, n. 928 del 25/11/2015, dep. 2016, Giorgi, Rv. 265991)” – né a quelle previste in tema di intercettazioni telefoniche, mancando “la captazione di un flusso di comunicazioni in corso”.

Inoltre, la Corte ha chiarito che l’acquisizione mediante la c.d. “copia forense” dei dati informatici è comunque una modalità atta a proteggere gli interessi dei soggetti coinvolti oltre che a garantire l’integrità del dato acquisito.

Infine, il sequestro anche di documenti non rilevanti o non sequestrabili non invaliderebbe il provvedimento di sequestro.

sentenza

Cassazione Penale – Sez. V – Sentenza n. 17819/2017: sulla corretta valutazione del Giudice in sede di interpretazione e applicazione della fattispecie di bancarotta fraudolenta patrimoniale

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La dott.sa Marianna Geraci, Trainee Lawyer presso Studio Legale Silvestri e Dottoranda di Ricerca in Diritto Penale presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha commentato la Sentenza n.17819 del 24 marzo 2017 emessa dalla V Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione.

La pronuncia affronta la tematica relativa al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, evidenzia i criteri ai quali il Giudice penale deve fare riferimento al fine di valutare la configurabilità di tale fattispecie criminosa.

 

http://www.dirittobancario.it/giurisprudenza/fallimentare-restructuring/bancarotta/corretta-valutazione-del-giudice-sede-di-interpretazione-applicazione