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Studio Legale Silvestri | d.lgs. 231/2001

Torino 7 maggio 2015 – ore 09.30 – “RESPONSABILITÀ PERSONALI E D’IMPRESA: i vantaggi di un modello organizzativo personalizzato”

By | In Evidenza, News

Il 7 Maggio l’Avv. Serena Silvestri sarà tra i relatori di un Convegno, che dopo Roma, Napoli, Bologna, Padova e Milano approderà anche a Torino.

L’evento, in materia di responsabilità degli enti ex D. LGS. 231/2001, sarà al solito patrocinato dall’ANDAF ed organizzato dallo Studio Legale Silvestri congiuntamente al club Dirigenti Amministrativi e Finanziari, Widar International e Willis S.p.A.

Dalla locandina allegata, risulta subito evidente che questo incontro ha un taglio un po’ diverso dal solito e sono certa che potrebbe essere di interesse per tutti quei professionisti che hanno un approccio concreto e diretto con le problematiche del mondo aziendale.

A Torino saremo ospiti della sala riunioni dell’ODCEC, che ha accreditato l’evento e consentirà di maturare 4 crediti formativi attribuiti dal CNDCEC.

Ove vi sia interesse alla partecipazione sarà sufficiente rispondere cliccando sul link contenuto alla fine della brochure allegata.

La partecipazione è gratuita e non è riservata ai soli soci Andaf, tuttavia è importante accreditarsi poiché i posti sono limitati.

brochure evento 231 Torino 7 maggio

Esclusa la punibilità dei reati per tenuità del fatto: dal 2 Aprile 2015 è entrato in vigore il decreto legislativo 16 Marzo 2015 n. 28 “Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto a norma dell’art. 1, comma 1 lett. m) della legge 28 aprile 2014, n. 67”

By | In Evidenza, News

È entrato in vigore il 2 aprile 2015, il decreto legislativo n. 28 del 16 marzo 2015, riguardante le disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell’art. 1, comma 1 lett. m), della legge 28 aprile 2014, n. 67 che inserisce nel Codice Penale il nuovo art. 131 bis.

La disposizione statuisce che per i reati sanzionati con la pena detentiva fino a 5 anni o con la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena detentiva, il Giudice possa dichiarare la non punibilità, ai sensi dell’art. 131 bis c.p. “quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell’articolo 133, I comma, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale”.

Doveroso precisare, che ai fini della determinazione della pena detentiva, non devono essere computate le circostanze del reato, ad eccezione di quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria e di quelle ad effetto speciale.

In questi casi, il giudice demanderà la questione ad una valutazione di tipo civile e, secondo quanto stabilito dal nuovo art. 651 bis c.p.p., la sentenza di proscioglimento pronunciata dal Tribunale penale ai sensi dell’art. 133 bis c.p. avrà efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo, per le restituzioni ed il risarcimento del danno.

Al II comma, sempre dell’art. 131 bis c.p., sono state poi previste delle precise limitazioni all’applicazione indiscriminata del nuovo istituto – in ragione di quanto evidenziato dalla Commissione giustizia della Camera dei Deputati – poiché si è stabilito che la nuova causa di non punibilità non possa trovare applicazione “quando l’autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all’età della stessa ovvero quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona”.

Parimenti – sempre in attuazione delle indicazioni dalla stessa Commissione Giustizia della Camera dei Deputati – si è previsto che in alcune ipotesi il comportamento criminoso vada automaticamente considerato abituale. Vi è, quindi, una sorta di presunzione ex lege  nel caso in cui l’autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza, ovvero abbia commesso altri crimini della stessa indole anche se ciascun atto, considerato isolatamente, sia di particolare tenuità, nonché nel caso in cui si tratti di reati a condotte plurime, abituali, reiterate.

Da ultimo, il d.lgs. n. 28/2015 modifica anche alcune disposizioni in relazione al Casellario Giudiziale stabilendo che vadano iscritte, e cancellate dopo 10 anni dalla pronuncia, le decisioni che accertano la particolare tenuità del fatto. Comunque, tali provvedimenti non dovranno essere riportati né nel certificato generale, né in quello penale.

Ciò detto, pur se l’assetto originario è stato profondamente rivisto con puntuali interventi normativi integrativi ed anche se sicuramente si formeranno, con il tempo, solide prassi applicative e dettagliati precedenti giurisprudenziali, è pur vero che le preoccupazioni dell’opinione pubblica e degli “addetti al settore” sono molteplici.

Personalmente, ad esempio, non solo non concepisco l’inserimento di un concetto incerto quale quello della discrezionalità nell’ambito penale ma non riesco neppure a  comprendere come questo forte potere riconosciuto al Giudice possa adeguatamente bilanciarsi con i principi costituzionali fondanti del nostro Ordinamento: la tassatività e la determinatezza del diritto.

Inoltre, a mio parere, tale istituto pare scontrarsi anche con tutte le garanzie sottese ad un altro principio fondante; l’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale, creando una netta contraddizione tra il ruolo del Pubblico Ministero, costretto ex lege ad attivarsi di fronte ad una notizia criminis, e quello del Magistrato giudicante, dotato della facoltà di dichiarare non punibile un reato di fatto perfettamente integrato.

Ma vi è di più.

In effetti, questa sorta di rinuncia punitiva da parte dello Stato che riguarda appunto moltissime fattispecie criminose – alcune peraltro di forte impatto sociale – potrebbe in qualche modo agevolare anche la diffusione di attività illecite.

Infine, molti sono anche i dubbi dell’applicazione di tale istituto alla responsabilità da reato degli enti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001.

L’ANDAF in collaborazione con GDF Suez, Studio Legale Silvestri, Widar International e Willis presenta una serie di eventi in tema di “RESPONSABILITA’ PERSONALI E D’IMPRESA. I VANTAGGI DI UN MODELLO ORGANIZZATIVO PERSONALIZZATO”

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brochure evento 27 gennaio roma def

Buongiorno a tutti! Segnaliamo un interessante evento che si è tenuto il 27.01.2015 a Roma presso l’auditorium della società GDF SUEZ e che ha visto relatrice l’Avv. Serena Silvestri.

L’approfondimento, con uno spiccato taglio concreto, ha affronta le tematiche del decreto 231/2001 in modo innovativo.

L’evento, il primo di una serie di incontri in tutta Italia, segue alla pubblicazione congiunta dell’Avv. Serena Silvestri con i Dottori Maurizio Arecco – Paolo Bertoli – Luca Quagliata, sul n. 1/2015 di “ANDAF Magazine, la rivista dei direttori amministrativi e finanziari” dell’articolo in tema di diritto penale tributario e di D.lgs. n.231/2001 sul tema “Responsabilità personali e d’impresa in applicazione del D.lgs. 231/2001”.

Un evento delle imprese per le imprese.

A presto per il calendario dettagliato dei prossimi incontri

Confiscabilità dei beni societari per i reati tributari degli amministratori: la pronuncia n. 10561/2014 della Corte di Cassazione Penale a Sezioni Unite

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La discussa questione è stata finalmente sottoposta al vaglio delle Sezioni Unite Penali della Cassazione da parte della III Sezione della Corte, che era stata interessata dall’ennesimo ricorso sul punto.

In particolare è stato chiesto alle SS. UU. di dirimere l’esistente contrasto giurisprudenziale stabilendo “se sia possibile o meno aggredire direttamente i beni di una persona giuridica per le violazioni tributarie commesse dal legale rappresentante della stessa”.

La Suprema Corte si è recentemente pronunciata con la sentenza n. 10561 del 30 Gennaio 2014, depositata il 5 Marzo 2014.

In pubblicazione sul numero di Luglio di “ANDAF Magazine, la rivista dei direttori amministrativi e finanziari” dell’approfondimento dell’Avv. Serena Silvestri in materia di “La pronuncia delle Sezioni Unite sulla confiscabilità dei beni societari per i reati tributari degli amministratori“.

Il caso Thyssen krupp: il 24 Aprile 2014 saranno le Sezioni Unite della Corte di Cassazione a doversi pronunciare indicando definitivamente il preciso confine tra dolo eventuale e colpa cosciente

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Il 29 novembre il Primo Presidente della Corte di Cassazione ha assegnato alle Sezioni Unite Penali, ai sensi dell’art. 610 II comma c.p.p., la trattazione dei ricorsi presentati avverso la sentenza emessa della Corte d’Assise d’Appello di Torino relativa al noto caso Thyssen Krupp.

Com’è  noto il processo di primo grado, si era concluso il 14 novembre 2011 con la condanna di alcuni dirigenti della Thyssen inflitta dalla Corte d’Assise per omicidio plurimo realizzato con dolo eventuale.

In secondo grado, nel febbraio 2013, la I sezione della Corte di Assise di Appello di Torino ha poi ridotto la  pena inflitta dal giudice di primo grado ritenendo che il delitto contestato fosse stato commesso con colpa cosciente in ragione del fatto che l’Amministratore Delegato e gli altri dirigenti non avrebbero agito “accettando il rischio del verificarsi dell’evento”, bensì “nella convinzione che gli eventi sarebbero stati comunque evitati”.

Alle Sezioni Unite è stato chiesto di definire “l’esatta linea di confine tra dolo eventuale e colpa cosciente“, questione “di speciale importanza, innestandosi sull’ambito dei doveri di rispetto di normative antinfortunistiche in un contesto di impianti industriali a elevato rischio e sulle correlative posizioni di garanzia“.

Le Sezioni Unite che si pronunceranno il 24 aprile 2014.

Ricorso Thyssen Procura Generale

sentenza_appello_thyssenkrupp28feb13